• Trainer riconosciuti
da J. Le Boulch
• Compendi di Tesi
• Elenco Specialisti
• Contattaci
 
In effetti, lo sviluppo dell'immagine del corpo in un bambino normale termina verso i 12 anni mentre nel soggetto handicappato è molto più lungo, inoltre si notano disuguaglianze che si riferiscono maggiormente a determinate funzioni. Tutto ciò giustifica un adattamento del programma di formazione in relazione ai differenti casi.

. Il ruolo di questa preformazione è duplice, esso permette da un lato l'utilizzazione delle conoscenze precedenti nel campo professionale e dall'altro conferisce all'apprendimento un carattere generale e polivalente per evitare che un condizionamento troppo severo rimetta in discussione i risultati ottenuti nell'educazione psicomotoria.
D'altra parte il confronto con l'utensile e le situazioni professionali saranno occasione per completare i contributi di un metodo educativo psicomotorio prolungandone l'azione. Notiamo che in questo stadio di preformazione la formazione pre-professionale sarà associata alla pratica di attività sportive adatte che permetteranno non solo di completare l'insegnamento dell'educazione psicomotoria, ma anche di giocare un ruolo importante sul piano della socializzazione. 3) Lo stadio di formazione professionale propriamente detto deve tener conto del livello reale delle acquisizioni di base del soggetto handicappato sia sul piano psicomotorio che sul piano scolastico e psicosociale.
Nel corso di questo ciclo l'adolescente sarà posto di fronte non solo all'apprendimento delle tecniche di un determinato mestiere, ma anche ad altre esigenze: puntualità, regolarità, continuità nel lavoro, qualità del lavoro finito, organizzazione del compito da assolvere. Questi imperativi d'organizzazione del lavoro da eseguire sia individualmente che in gruppo pongono il problema di come gestire due differenti condizioni: quella dell'handicappato che può aspirare ad una certa autonomia e quella di colui che sarà costretto a vivere, in un ambiente protetto. La parte restante della nostra esposizione preciserà che l'educazione psicomotoria attraverso la psicocinetica può contribuire a questa prospettiva educativa.

L'educazione Psicomotoria di base dell'handicappato mentale

Utilizzazione del quoziente intellettivo e dei suoi limiti I metodi di valutazione della deficienza mentale basati sul quoziente intellettivo, permettono di valutare l'insufficienza quantitativa globale, che ha un interesse pratico immediato già nel fatto che serve ad indirizzare l'handicappato nell'istituto più idoneo. I suddetti metodi presentano però il pericolo di considerare la classificazione così ottenuta come definitiva. Per questa ragione la classificazione psicomotoria deve essere unita ad un altro tipo di analisi che metta in evidenza i deficit funzionali particolari, oggetto del metodo educativo psicomotorio.
ASPIF è marchio registrato e protetto da copyright 2002 - ASPIF c.f. 94082570485