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In effetti, lo sviluppo
dell'immagine del corpo in un bambino normale termina
verso i 12 anni mentre nel soggetto handicappato
è molto più lungo, inoltre si notano disuguaglianze
che si riferiscono maggiormente a determinate funzioni.
Tutto ciò giustifica un adattamento del programma
di formazione in relazione ai differenti casi.
. Il ruolo di questa preformazione è duplice, esso
permette da un lato l'utilizzazione delle conoscenze
precedenti nel campo professionale e dall'altro
conferisce all'apprendimento un carattere generale
e polivalente per evitare che un condizionamento
troppo severo rimetta in discussione i risultati
ottenuti nell'educazione psicomotoria.
D'altra parte il confronto con l'utensile e le situazioni
professionali saranno occasione per completare i
contributi di un metodo educativo psicomotorio prolungandone
l'azione. Notiamo che in questo stadio di preformazione
la formazione pre-professionale sarà associata alla
pratica di attività sportive adatte che permetteranno
non solo di completare l'insegnamento dell'educazione
psicomotoria, ma anche di giocare un ruolo importante
sul piano della socializzazione. 3) Lo stadio di
formazione professionale propriamente detto deve
tener conto del livello reale delle acquisizioni
di base del soggetto handicappato sia sul piano
psicomotorio che sul piano scolastico e psicosociale.
Nel corso di questo ciclo l'adolescente sarà posto
di fronte non solo all'apprendimento delle tecniche
di un determinato mestiere, ma anche ad altre esigenze:
puntualità, regolarità, continuità nel lavoro, qualità
del lavoro finito, organizzazione del compito da
assolvere. Questi imperativi d'organizzazione del
lavoro da eseguire sia individualmente che in gruppo
pongono il problema di come gestire due differenti
condizioni: quella dell'handicappato che può aspirare
ad una certa autonomia e quella di colui che sarà
costretto a vivere, in un ambiente protetto. La
parte restante della nostra esposizione preciserà
che l'educazione psicomotoria attraverso la psicocinetica
può contribuire a questa prospettiva educativa.
L'educazione Psicomotoria di base dell'handicappato
mentale
Utilizzazione del quoziente intellettivo e dei suoi
limiti I metodi di valutazione della deficienza
mentale basati sul quoziente intellettivo, permettono
di valutare l'insufficienza quantitativa globale,
che ha un interesse pratico immediato già nel fatto
che serve ad indirizzare l'handicappato nell'istituto
più idoneo. I suddetti metodi presentano però il
pericolo di considerare la classificazione così
ottenuta come definitiva. Per questa ragione la
classificazione psicomotoria deve essere unita ad
un altro tipo di analisi che metta in evidenza i
deficit funzionali particolari, oggetto del metodo
educativo psicomotorio. |
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